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Visualizzazione dei post da marzo, 2024

Maometto

 Al canto XXVIII vengono date due profezie: la prima è pronunciata da Maometto stesso. Da evitare l'associazione di idee che lo vede Profeta dell'Islam e allo stesso tempo personaggio che consegna una profezia a Dante Personaggio. La profezia è la seguente: "Or dì a fra Dolcin duqneu che s'armi, tu che forse vedra' il sole in breve, s'ello non vuol qui tosto seguitarmi, sì di vivanda, che stretta di neve non rechi la vittoria al Noarese, ch'altrimenti acquistr non sarìa leve. " Inf. XXVIII, vv. 55-60 La prima cosa che può essere messa in evidenza è il fatto che il tono è quello di un consiglio, o avvertimento, mancando di un verbo al futuro, presente invece nelle altre profezie incontrate finora. Anzi, sembra quasi che se Dolcino seguisse il suggerimento di Maometto il suo destino potrebbe cambiare. I riferimenti temporali, i nomi e gli eventi sono così precisi che è impossibile non identificare subito l'assedio di fra Dolcino e dei suoi seguaci,  ...

I guardiani dell'Inferno

 Accanto alle anime dei dannati, Dante colloca mostri e personaggi presi in larga misura dalla mitologia greca, quando non da resoconti biblici. Simili storture trovano posto così solo all'Inferno, essendo portatori di deformità, malvagità e altre caratteristiche che li allontanano da grazia e perfezione. La loro disposizione non è casuale né, per così dire, senza uno scopo. Dante non si limita a relegare questi abomini nel luogo più lontano da Dio, ma assegna loro un posto e una mansione consoni alla natura di ciascuno. In generale, dunque, essi hanno uno specifico compito, al quale certo non possono sottrarsi: devono fare da guardiani. Hanno il compito di assicurarsi che le anime non si spostino da un luogo all'altro, ove la conformazione stessa del luogo non sia già di per sé un impedimento. Bloccano altresì i vivi che vogliono transitare per il Regno dei morti: si noti infatti che si oppongono sempre al passaggio di Dante. Guardando la cosa da questo punto di vista, risulta...