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Visualizzazione dei post con l'etichetta 10/06/2021

Provenzan Savani

 In chiusura di canto, l'XI, si fa un breve accenno all'esilio di Dante; Oderisi da Gubbio si riferisce a Provenzan Salvani e Dante si domanda come possa un'anima tanto orgogliosa essere già nella prima cornice e non nell'Antipurgatorio. È Oderisi stesso a fornire la spiegazione, proponendo l'aneddoto secondo cui Salvani, al culmine della sua gloria, al fine di riscattare un amico tenuto prigioniero da Carlo I d'Angiò, si umiliò mendicando nel centro di Siena. «Quando vivea più glorioso », disse, «liberamente nel Campo di Siena, ogne vergogna diposta, s'affise; e lì, per l'amico suo di pena ch'è sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena. Più non dirò, e scuro so che parlo; ma pocoi tempo andrà, che ' tuoi vicini faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest'opera li tolse qui confini». Purg. XI, vv. 133-142 La profezia in sè è oscura e vaga, ma il parallelismo tra la vicenda di Salvani e Dante esule è abbastanza evidente...

La prima gente

Legata all'osservazione delle quattro stelle, vi è la questione dell'identità della " prima gente ". ..., e vidi quattro stelle non viste mai fuor ch'a la prima gente. Purg I, vv. 23 - 24 Di certo si è sicuramente tentati di affermare che si tratti di Adamo ed Eva, i quali potrebbero aver goduto di quella vista dalla sommità del Monte. Anche in questo caso, la verifica è abbastanza agevole: è sufficiente stabilire quali stelle erano visibili nel cielo del Paradiso terrestre ai tempi dei progenitori dell'Umanità, per rendersi conto, sempre tenendo a mente la posizione e le dimensioni del Purgatorio, che tra queste è presente la costellazione della Crode del Sud. Ritengo però che limitarsi ad affermare che l'espressione " la prima gente " si riferisca solo ad Adamo ed Eva sia quanto meno riduttivo. Per cercare di chiarire anche questo aspetto, voglio richiamare l'attenzione sul fatto che nei versi successivi, Dante definisca l'Emisfero Bore...

Io volsi Ulisse del suo cammin vago

Il racconto di Ulisse nel XXVI canto dell'Inferno fornisce alcuni preziosi indizi che ci permetteranno di dare maggior credito alle conclusioni alle quali siamo giunti finora. Ripercorriamone le tappe fondamentali: dopo aver attraversato le Colonne d'Ercole, l'antico eroe afferma di aver volto la poppa nel mattino e di essersi dunque diretto verso il mare aperto, " sempre acquistando dal lato mancino ". Se la direzione assunta è stata Sud-Ovest, possiamo supporre che il Sole in quel periodo dell'anno sorgesse con una declinazione boreale molto accentuata, ci troviamo forse nella piena estate. Ammettendo quindi di trovarsi ai primi di agosto, Ulisse e i suoi compagni arrivano ad avvistare la Montagna sacra in mezzo all'oceano dopo 5 lunazioni: considerando 29,5 giorni a lunazione, siamo alla fine di dicembre. Nella sua orazione, Ulisse suggerisce inoltre ai propri compagni di navigare " di retro al sol ", nel suo moto annuo da un Tropico all'a...