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Visualizzazione dei post da maggio, 2023

Purgatorio - canto VI

  Con questo post si apre la serie delle profezie  della seconda Cantica. Il primo esempio non può essere considerato a tutti gli effetti una profezia, ma con ogni probabilità una richiesta di giustizia da parte di Dante poeta. Analizziamola nel dettaglio. I versi in questione sono: O Alberto tedesco ch'abbandoni costei ch'è fatta indomita e selvaggia, e dovresti inforcar li suoi arcioni, giusto giudicio dalle stelle caggia sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto, tal che 'l tuo successor temenza n'aggia! Purg. VI, vv. 97-102 Certo è che il riferimento va a un evento futuro, e la prima interpretazione vede la morte dell'Imperatore Alberto I d'Austria (incoronato nel 1298) avvenuta nel 1308. Se però si presta attenzione al testo, emerge una versione alternativa: le parole di Dante potrebbero riferirsi alla morte del figlio Rodolfo, nel Giugno del 1307, se il termine "sangue" si riconduce ai membri della famiglia. Poichè non ci sono verbi al futuro,...

Lo svenimento al II° cerchio

 Accanto all'episodio dello svenimento al III° canto dell'Inferno, se ne annovera un altro che ha luogo al V°. Questo secondo evento è legato alla forte emozione, suscitata nel Poeta, dal racconto di Francesca e dalla sua tragica storia. Innegabile il fatto che il significato profondo della vicenda rimandi ai legami tra l'amore dimostrato da Francesca da Rimini e la poesia stessa dell'Alighieri. La correlazione sembra così forte da suscitare un'emozione altrettanto intensa da provocarne lo svenimento. Su tutto questo niente da dire; voglio avanzare però una riflessione. A mio modesto parere, ritengo quanto meno inverosimile, o poco probabile, che per un resoconto come quello dei due amanti, si possa arrivare a perdere i sensi. Se in tutta la prima cantica, quello fosse stato il momento emozionante, sotto tutti i punti di vista, più alto e intenso, non avrei avuto alcunché da ridire. Mi vengono però in mente diversi episodi in cui uno shock emotivo sarebbe ben peggio...

L'attraversamento dell'Acheronte

 Senza tema di smentite, sento di poter dire che uno dei passi più controversi dell'intera Commedia sia quello relativo all'attraversamento dell'Acheronte, al III° canto dell'Inferno. la prima e più immediata descrizione dell'evento vuole che Dante, avendo creato una situazione apparentemente senza via d'uscita, abbia preferito inventare la storia dello svenimento nel tentativo, diremmo maldestro, di risolverla. Altri hanno provato a proporre soluzioni più articolate, facendo riferimento a tutta una serie di indizi a cui lo stesso Poeta allude e che sembrano fornire la chiave di lettura, non dico corretta, ma quanto meno più ardita, rispetto alla precedente versione. I due viandanti si avvicinano alle rive del fiume, quando vedono approssimarsi l'imbarcazione di Caronte. Non appena il traghettatore si accorge che Dante è ancora vivo, si rifiuta categoricamente di imbarcarlo, lasciando invece salire tutte le altre anime dannate. Virgilio lo ammonisce in modo ...

Pape satàn, pape satàn aleppe

 I demoni che si rivolgo a Dante lo fanno quasi sempre con un linguaggi comprensibile agli esseri umani, a chi è in vita o a chi lo è stato in passato: Caronte, Minosse, Malacoda, etc. Fanno eccezione due personaggi: Pluto e Nembrot, i quali rivolgono a Dante parole apparentemente incomprensibili. Si può però supporre che il senso generale delle loro espressioni sia o di stupore, per la presenza di un vivo nel regno dei morti, o di minaccia. Inoltre, viene facile pensare che Dante non abbia, per così dire, inventato di sana pianta i termini, ma li abbia ricavati da lingue esistenti per poi deformarli a suo piacimento, per lasciar intendere come quei due personaggi distorcessero idiomi comprensibili, spinti dalla perversione che li caratterizza. Nel primo caso, quello di Pluto, l'espressione è quasi certamente di rabbia, se Virgilio lo apostrofa poi dicendo: " Consuma dentro te con la tua rabbia ", e di lotta, se dopo le parole del savio, esso si accascia lasciando forse i...