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Visualizzazione dei post da settembre, 2023

Purgatorio - canto VI

  Con questo post si apre la serie delle profezie  della seconda Cantica. Il primo esempio non può essere considerato a tutti gli effetti una profezia, ma con ogni probabilità una richiesta di giustizia da parte di Dante poeta. Analizziamola nel dettaglio. I versi in questione sono: O Alberto tedesco ch'abbandoni costei ch'è fatta indomita e selvaggia, e dovresti inforcar li suoi arcioni, giusto giudicio dalle stelle caggia sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto, tal che 'l tuo successor temenza n'aggia! Purg. VI, vv. 97-102 Certo è che il riferimento va a un evento futuro, e la prima interpretazione vede la morte dell'Imperatore Alberto I d'Austria (incoronato nel 1298) avvenuta nel 1308. Se però si presta attenzione al testo, emerge una versione alternativa: le parole di Dante potrebbero riferirsi alla morte del figlio Rodolfo, nel Giugno del 1307, se il termine "sangue" si riconduce ai membri della famiglia. Poichè non ci sono verbi al futuro,...

Le ruine dell'Inferno

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 Il termine ruina viene utilizzato per la prima volta nella prima cantica, nel V canto, n on appena il Poeta fa il suo ingresso nel II cerchio;  egli si accorge immediatamente di questa formazione rocciosa (senza però darne piena spiegazione). Ce ne saranno altre, che però Dante descrive e presenta in modi e con espressioni sempre diverse. Se al Purgatorio si è potuto constatare come le ruine costituissero parte di un'unica struttura, caratterizzata da una precisa conformazione e un particolare sviluppo, la stessa cosa si potrà dire anche per quelle presenti nel Cavo infernale.  È  inoltre ragionevole ammettere che queste ultime abbiano la stessa forma di quelle che si incontrano lungo le pendici del Monte. Nel suo percorso a spirale, Dante le incrocia in punti determinati: stabilire quali essi siano e in quelle occasioni riconoscere il modo in cui egli le descrive, può aiutare a ricostruire le ruine nella loro interezza. Come già detto, la prima occasione si ha al I...

Dimensioni dell'Inferno

 Diversamente da quanto si possa credere, per ricavare le dimensioni dell'Inferno dantesco, o la sua forma, non è sufficiente partire dalle indicazioni fornite nella prima Cantica. A tal proposito, mi vengono in mente gli studi di due docenti dell'Accademia dei Lincei a Firenze: tali Manetti e Vellutello, ai quali Galilei affidò il compito di risolvere il problema. Se si ripercorrono i passi seguiti dai due studiosi, ci si rende conto di come essi abbiano fissato le dimensioni fornite da Dante (in particolare q uelle delle Malebolge): Tu non hai fatto sì a l’altre bolge;  pensa, se tu annoverar le credi,  che miglia ventidue la valle volge Inf XXIX, vv. 7-9  per poi costruire il resto dell'architettura del Cavo infernale sulla base di assunzioni prive di riscontro con il testo e del tutto personali. In entrambi i casi, le loro conclusioni sembrano non avere alcuna aderenza al testo, eccezion fatta per le misure alle Malebolge, di cui si è già parlato. In altri termin...