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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024

Provenzan Savani

 In chiusura di canto, l'XI, si fa un breve accenno all'esilio di Dante; Oderisi da Gubbio si riferisce a Provenzan Salvani e Dante si domanda come possa un'anima tanto orgogliosa essere già nella prima cornice e non nell'Antipurgatorio. È Oderisi stesso a fornire la spiegazione, proponendo l'aneddoto secondo cui Salvani, al culmine della sua gloria, al fine di riscattare un amico tenuto prigioniero da Carlo I d'Angiò, si umiliò mendicando nel centro di Siena. «Quando vivea più glorioso », disse, «liberamente nel Campo di Siena, ogne vergogna diposta, s'affise; e lì, per l'amico suo di pena ch'è sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena. Più non dirò, e scuro so che parlo; ma pocoi tempo andrà, che ' tuoi vicini faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest'opera li tolse qui confini». Purg. XI, vv. 133-142 La profezia in sè è oscura e vaga, ma il parallelismo tra la vicenda di Salvani e Dante esule è abbastanza evidente...

I peccator carnali

  Cari amici, nel V canto dell’Inferno, Dante ci descrive il suo ingresso nel II cerchio e, tra le altre cose, ci informa che i dannati inveiscono contro la Virtù divina quando passano davanti alla ruina . Inizialmente ero persuaso che queste loro invettive venissero pronunciate in maniera continuativa, lungo cioè tutto lo sviluppo del II cerchio, ma che Dante ne desse contezza solo nel momento in cui le anime dei dannati transitano presso il punto in cui egli stesso si trova, perché è il solo modo che ha per rendersene conto. Mi sono però dovuto ricredere. Ho ascoltato a tal proposito la lettura al V canto presentata in un video sul canale YouTube “Patto Narrativo” ( youtube.com/@pattonarrativo ). L’autore suggerisce che i peccatori carnali imprechino solo quando passano in corrispondenza della frattura nella roccia. Sebbene sulle prime possa sembrare una semplice osservazione, essa comporta implicazioni più profonde di quanto si possa inizialmente pensare. Innanzitutto, il ...