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Visualizzazione dei post da maggio, 2025

Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Qual diavolo ti tocca?

 La vicenda è quella che vede Dante impegnato a strappare i capelli dal capo di un  traditore fitto nel ghiaccio di Cocito, più in particolare nella zona dell'Antenora. Questo traditore, Bocca degli Abati, urla di dolore a tal punto che un suo vicino ( Buoso da Duera ), impossibilitato a muoversi e non potendo vedere per intero la scena, chiede cos'abbia tanto da urlare e usa un'espressione particolare: "Che hai tu, Bocca? non ti basta sonar con le mascelle, se tu non latri? qual diavol ti tocca?" Inf. XXXII, vv. 106-108 Voglio mettere l'accento su quel "qual diavolo ti tocca?", espressione che può essere letta, anche ai giorni nostri, nel senso di "che diavolo hai?". Oppure si può supporre che faccia riferimento a qualcosa di più specifico. Per capire meglio se il senso da assegnare sia particolare, è necessario ricordare come, nella bolgia dei barattieri, sia un diavolo quello che porta un dannato dal giudizio di Minosse al luogo di espia...

Tu saprai quanto quell'arte pesa

  A distanza di 515 versi dalla profezia di Ciacco, incontriamo quella di Farinata: Ma non cinquanta volte fia raccesa la faccia della donna che qui regge, che tu saprai quanto quell'arte pesa. Inf. X, vv. 79-81 Sentenza piuttosto breve se paragonata alla precedente, nel canto VI, e che non sembra riguardare nello specifico l'evento dell'esilio (argomento praticamente costante in tutte le profezie della Commedia), ma un episodio a esso collegato. Nelle battute scambiate nelle terzine precedenti è emerso che nè Farinata nè i suoi furono in grado di tornare dopo essere stati cacciati. Risulta dunque che il riferimento sia a questa possibilità (o capacità) di rientrare in Firenze dopo una prima cacciata. Le parole del dannato sembrano in effetti riferirsi a un evento molto specifico: l'impossibilità o, quanto meno, l'enorme difficoltà che Dante si troverà ad affrontare quando cercherà di ritornare in Patria. E sappiamo quanto sarà difficile, considerando che il Poeta n...