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Visualizzazione dei post da ottobre, 2023

Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Lucifero

 Nel post precedente abbiamo analizzato il problema delle dimensioni di Lucifero, ricavandone l'altezza in base a quelle dei Giganti. La questione però è tutt'altro che risolta; ritengo infatti che il valore della sua altezza vada riferito solo a ciò che può essere ricavato e associato alla parte visibile del suo corpo, al di sopra del ghiaccio, ovvero a ciò che Dante può vedere di lui. Questa precisazione deriva dal fatto che, ammettendo pari a circa 166 braccia la parte che fuoriesce dalla superficie del lago di Cocito, la parte al di sotto fino al centro della Terra sia di pari misura. Ora, se dal momento in cui Dante e Virgilio iniziano la discesa lungo i fianchi di Belzebù (sono le sei del pomeriggio): Ma la notte risurge, [...] Inf. XXXIV, v. 68 fino al momento in cui i due raggiungono il centro del Pianeta (le sette e mezzo) e già il sole a mezza terza riede ». Inf. XXXIV, v. 96 (facendo le dovute considerazioni su uno scarto di 12 ore nel passaggio da un emisfero all...

Le dimensioni dei Giganti

 Dante non lesina informazioni in merito alle dimensioni dei Giganti, quasi il suo unico scopo fosse quello di farci ricavarne l'altezza, prendendo se stesso a riferimento. Le dimensioni di questi esseri verranno poi riprese per ricavare quelle di una creatura ben più impressionante: Lucifero.  Viene così da pensare che il suo vero intento fosse quello di descrivere l'Angelo caduto, e non tanto i Giganti. La prima indicazione a riguardo è la seguente: La faccia sua mi parea lunga e grossa come la pina di San Pietro a Roma, e a sua proporzione eran l'altre ossa; Inf. XXXI, vv. 58-60 la quale, da sola, sembra fornire tutte le informazioni necessarie per ricavare la sua intera struttura. A ben guardare però, essa comporta qualche problema, non foss'altro che, se presa alla lettera, porta poi a determinare un Lucifero alto quasi un chilometro. Ritengo la qual cosa piuttosto inverosimile. Se invece si fa riferimento alle altre indicazioni, le cose prendono un'altra piega...

Gli invidiosi

 Sul Monte del Purgatorio, gli invidiosi occupano la seconda cornice; di essi si descrivono punizione, condizione e ad alcuni è data anche la parola. Stessa cosa sembra non accadere all'Inferno, dove questi peccatori rappresentano degli illustri assenti. Svariate le teorie sul perché non siano presenti tra i cerchi infernali, insieme agli altri peccatori. In realtà, credo che Dante non li abbia affatto tralasciati o, peggio, dimenticati ma abbia invece riservato anche a loro un posto, e dunque una punizione eterna, adeguati alla loro colpa. Come sempre, ritengo che ci sia una chiave per risolvere l'enigma. Il principale indizio è rappresentato dalle parole di Aglauro, quando dice: « Io sono Aglauro che divenni sasso » Purg XIV, v. 139 quale esempio di invidia punita, che le anime alla seconda cornice odono ripetere. Non vanno poi dimenticati altri dettagli non meno importanti: questi peccatori indossano ad esempio mantelli del color della pietraia. È possibile dunque che la pi...