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Visualizzazione dei post da aprile, 2022

Purgatorio - canto VI

  Con questo post si apre la serie delle profezie  della seconda Cantica. Il primo esempio non può essere considerato a tutti gli effetti una profezia, ma con ogni probabilità una richiesta di giustizia da parte di Dante poeta. Analizziamola nel dettaglio. I versi in questione sono: O Alberto tedesco ch'abbandoni costei ch'è fatta indomita e selvaggia, e dovresti inforcar li suoi arcioni, giusto giudicio dalle stelle caggia sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto, tal che 'l tuo successor temenza n'aggia! Purg. VI, vv. 97-102 Certo è che il riferimento va a un evento futuro, e la prima interpretazione vede la morte dell'Imperatore Alberto I d'Austria (incoronato nel 1298) avvenuta nel 1308. Se però si presta attenzione al testo, emerge una versione alternativa: le parole di Dante potrebbero riferirsi alla morte del figlio Rodolfo, nel Giugno del 1307, se il termine "sangue" si riconduce ai membri della famiglia. Poichè non ci sono verbi al futuro,...

Le tre facelle

Le meraviglie, legate all'osservazione del cielo da parte di Dante nei primi canti del Purgatorio, non si esauriscono di certo con la storia delle quattro stelle. Prima di addormentarsi nella Valletta dei Principi, il Poeta indugia ancora nell'ammirare il Firmamento per notare che ora in cielo brillano tre stelle in prossimità del Polo. Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo, pur là dove le stelle son più tarde, sì come rota più presso a lo stelo. E 'l duca mio:  «Figliol, che là sù guarde? » E io a lui:  «A quelle tre facelle di che 'l polo di qua tutto quanto quanto arde». Purg VIII, vv. 85 - 90 Analizzando la conformazione del cielo, risulta molto improbabile che si tratti di stelle circumpolari e di certo il gruppo delle tre, visibili nelle ore serali, non prende il posto delle quattro osservabili quella stessa mattina, come afferma Virgilio nei versi successivi. Questo perché in generale non è possibile che due costellazioni circumpolari si scambino di posto, s...

La caduta di Lucifero

L'evento noto come "Caduta di Lucifero" è così importante che il Poeta ne fa cenno in ciascuna Cantica.  La prima volta nel XXXIV canto dell'Inferno: è Virgilio a spiegarne con dovizia di particolari la dinamica che, sia detto in tutta onestà, non è così semplice da descrivere. Nei versi in questione il balletto degli avverbi di luogo e delle varie indicazioni è evidente e tutt'altro che chiaro, a una prima e più superficiale analisi. Proviamo a fare un poco di ordine: sappiamo che Dante e Virgilio si trovano nella " natural  burella" , una sorta di cavità nella roccia che ospita le zampe di Lucifero. Gli avverbi " qua ", " da questa parte " e analoghi si riferiscono all'Emisfero Australe; l'" Emisperio nostro " è invece quello Boreale e indica la direzione opposta. Analizzando con attenzione i seguenti versi:   Da questa parte cadde giù dal cielo e la terra, che pria di qua di qua si sporse, per paura di lui, fé del...