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Visualizzazione dei post da aprile, 2022

Maometto

 Al canto XXVIII vengono date due profezie: la prima è pronunciata da Maometto stesso. Da evitare l'associazione di idee che lo vede Profeta dell'Islam e allo stesso tempo personaggio che consegna una profezia a Dante Personaggio. La profezia è la seguente: "Or dì a fra Dolcin duqneu che s'armi, tu che forse vedra' il sole in breve, s'ello non vuol qui tosto seguitarmi, sì di vivanda, che stretta di neve non rechi la vittoria al Noarese, ch'altrimenti acquistr non sarìa leve. " Inf. XXVIII, vv. 55-60 La prima cosa che può essere messa in evidenza è il fatto che il tono è quello di un consiglio, o avvertimento, mancando di un verbo al futuro, presente invece nelle altre profezie incontrate finora. Anzi, sembra quasi che se Dolcino seguisse il suggerimento di Maometto il suo destino potrebbe cambiare. I riferimenti temporali, i nomi e gli eventi sono così precisi che è impossibile non identificare subito l'assedio di fra Dolcino e dei suoi seguaci,  ...

Le tre facelle

Le meraviglie, legate all'osservazione del cielo da parte di Dante nei primi canti del Purgatorio, non si esauriscono di certo con la storia delle quattro stelle. Prima di addormentarsi nella Valletta dei Principi, il Poeta indugia ancora nell'ammirare il Firmamento per notare che ora in cielo brillano tre stelle in prossimità del Polo. Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo, pur là dove le stelle son più tarde, sì come rota più presso a lo stelo. E 'l duca mio:  «Figliol, che là sù guarde? » E io a lui:  «A quelle tre facelle di che 'l polo di qua tutto quanto quanto arde». Purg VIII, vv. 85 - 90 Analizzando la conformazione del cielo, risulta molto improbabile che si tratti di stelle circumpolari e di certo il gruppo delle tre, visibili nelle ore serali, non prende il posto delle quattro osservabili quella stessa mattina, come afferma Virgilio nei versi successivi. Questo perché in generale non è possibile che due costellazioni circumpolari si scambino di posto, s...

La caduta di Lucifero

L'evento noto come "Caduta di Lucifero" è così importante che il Poeta ne fa cenno in ciascuna Cantica.  La prima volta nel XXXIV canto dell'Inferno: è Virgilio a spiegarne con dovizia di particolari la dinamica che, sia detto in tutta onestà, non è così semplice da descrivere. Nei versi in questione il balletto degli avverbi di luogo e delle varie indicazioni è evidente e tutt'altro che chiaro, a una prima e più superficiale analisi. Proviamo a fare un poco di ordine: sappiamo che Dante e Virgilio si trovano nella " natural  burella" , una sorta di cavità nella roccia che ospita le zampe di Lucifero. Gli avverbi " qua ", " da questa parte " e analoghi si riferiscono all'Emisfero Australe; l'" Emisperio nostro " è invece quello Boreale e indica la direzione opposta. Analizzando con attenzione i seguenti versi:   Da questa parte cadde giù dal cielo e la terra, che pria di qua di qua si sporse, per paura di lui, fé del...