Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Le tre facelle

Le meraviglie, legate all'osservazione del cielo da parte di Dante nei primi canti del Purgatorio, non si esauriscono di certo con la storia delle quattro stelle. Prima di addormentarsi nella Valletta dei Principi, il Poeta indugia ancora nell'ammirare il Firmamento per notare che ora in cielo brillano tre stelle in prossimità del Polo.

Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo,

pur là dove le stelle son più tarde,

sì come rota più presso a lo stelo.

E 'l duca mio: «Figliol, che là sù guarde?»

E io a lui: «A quelle tre facelle

di che 'l polo di qua tutto quanto quanto arde».

Purg VIII, vv. 85 - 90

Analizzando la conformazione del cielo, risulta molto improbabile che si tratti di stelle circumpolari e di certo il gruppo delle tre, visibili nelle ore serali, non prende il posto delle quattro osservabili quella stessa mattina, come afferma Virgilio nei versi successivi. Questo perché in generale non è possibile che due costellazioni circumpolari si scambino di posto, salendo l'una verso il polo e tramontando l'altra a ovest; Virgilio afferma infatti che il gruppo delle quattro stelle sono ora "di là basse".

Nella realtà dunque, le due costellazioni risultano entrambe visibili, quando Dante le descrive nell'ottavo canto. Sebbene egli sia sempre molto preciso quando si tratta di riferimenti astronomici, in questo caso sembra che egli abbia voluto descrivere semplicemente una determinata situazione, senza preoccuparsi che potesse essere verosimile o se fosse corretta sotto tutti i punti di vista, mentre sono del tutto persuaso che sapesse bene che ciò che stava descrivendo non fosse plausibile, conoscendo il comportamento corretto delle stelle circumpolari.

Per concludere, credo che il gruppo delle tre stelle, ammirate dal Poeta mentre si trova nella Valletta dei Principi, sia oggi noto con il nome di Triangolo Australe ed escludo invece che possa trattarsi delle tre stelle della Cintura di Orione, dato che in quel momento sono nascoste dal monte stesso del Purgatorio.

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