Purgatorio - canto VI

  Con questo post si apre la serie delle profezie  della seconda Cantica. Il primo esempio non può essere considerato a tutti gli effetti una profezia, ma con ogni probabilità una richiesta di giustizia da parte di Dante poeta. Analizziamola nel dettaglio. I versi in questione sono: O Alberto tedesco ch'abbandoni costei ch'è fatta indomita e selvaggia, e dovresti inforcar li suoi arcioni, giusto giudicio dalle stelle caggia sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto, tal che 'l tuo successor temenza n'aggia! Purg. VI, vv. 97-102 Certo è che il riferimento va a un evento futuro, e la prima interpretazione vede la morte dell'Imperatore Alberto I d'Austria (incoronato nel 1298) avvenuta nel 1308. Se però si presta attenzione al testo, emerge una versione alternativa: le parole di Dante potrebbero riferirsi alla morte del figlio Rodolfo, nel Giugno del 1307, se il termine "sangue" si riconduce ai membri della famiglia. Poichè non ci sono verbi al futuro,...

Le tre facelle

Le meraviglie, legate all'osservazione del cielo da parte di Dante nei primi canti del Purgatorio, non si esauriscono di certo con la storia delle quattro stelle. Prima di addormentarsi nella Valletta dei Principi, il Poeta indugia ancora nell'ammirare il Firmamento per notare che ora in cielo brillano tre stelle in prossimità del Polo.

Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo,

pur là dove le stelle son più tarde,

sì come rota più presso a lo stelo.

E 'l duca mio: «Figliol, che là sù guarde?»

E io a lui: «A quelle tre facelle

di che 'l polo di qua tutto quanto quanto arde».

Purg VIII, vv. 85 - 90

Analizzando la conformazione del cielo, risulta molto improbabile che si tratti di stelle circumpolari e di certo il gruppo delle tre, visibili nelle ore serali, non prende il posto delle quattro osservabili quella stessa mattina, come afferma Virgilio nei versi successivi. Questo perché in generale non è possibile che due costellazioni circumpolari si scambino di posto, salendo l'una verso il polo e tramontando l'altra a ovest; Virgilio afferma infatti che il gruppo delle quattro stelle sono ora "di là basse".

Nella realtà dunque, le due costellazioni risultano entrambe visibili, quando Dante le descrive nell'ottavo canto. Sebbene egli sia sempre molto preciso quando si tratta di riferimenti astronomici, in questo caso sembra che egli abbia voluto descrivere semplicemente una determinata situazione, senza preoccuparsi che potesse essere verosimile o se fosse corretta sotto tutti i punti di vista, mentre sono del tutto persuaso che sapesse bene che ciò che stava descrivendo non fosse plausibile, conoscendo il comportamento corretto delle stelle circumpolari.

Per concludere, credo che il gruppo delle tre stelle, ammirate dal Poeta mentre si trova nella Valletta dei Principi, sia oggi noto con il nome di Triangolo Australe ed escludo invece che possa trattarsi delle tre stelle della Cintura di Orione, dato che in quel momento sono nascoste dal monte stesso del Purgatorio.

Commenti

Post popolari in questo blog

Maometto

La profezia del Veltro

L'ingresso al IX cerchio