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Visualizzazione dei post da aprile, 2025

Pier da Medicina

  La seconda profezia è data da Pier da Medicina, personaggio sconosciuto che ha rivelato un evento sconosciuto. Questo dannato ha la gola forata (e si può subito fare un parallelo con Inf VI, 53); entrambi i canti presentano profezie post eventum . La predizione è la seguente: rimembriti di Pier da Medicina se mai torni a veder lo dolce piano che da Vercelli a Maccabò dichina. E fa saper a' due miglior da Fano, a messer Guido e anco ad Angiolello, che, se l'antiveder qui non è vano, gittati saran fuor di lor vasello e mazzerati presso a la Cattolica per tradimento di un tiranno fello. Tra l'isola di Cipri e di Maiolica non vide mai sì gran fallo Nettuno, non da pirate, non da gente argolica. Quel traditor che vede pur con l'uno, e tien la terra che tale qui meco vorrebbe di vedere esser digiuno, farà venirli a parlamento seco; poi farà sì, ch'al vento di Focara non sarà lor mestier voto nè preco." Inf. XXVIII, vv. 73-90 Viene chiesto a Dante di ricordare il pa...

Le brutte Arpie

  Sempre in termini di guardiani e figure simboliche alle varie zone dell'Inferno dantesco, vediamo come, non solo al VII cerchio sia assegnato il Minotauro, ma ciascun girone ha a sua volta altre figure mitologiche che gli sono proprie. Solo il III° girone non sembra averne e della qual cosa mi è sempre sfuggito il significato. Il bosco dei suicidi vede la presenza delle arpie, figure alate con ventre largo e pennuto, ampie ali, artigli ai piedi (non zampe, si noti bene) e colli e visi umani. La commistione uomo/bestia è ricorrenza continua nell'Inferno; questi esseri non sono metà e metà, ma ogni caratteristica umana è mescolata con quella animale. Le arpie, dunque, popolano questo bosco, facendo nidi sugli alberi e nutrendosi dello loro foglie, sono innegabilmente figure femminili e mi sono sempre chiesto il perchè della loro presenza qui. Cosa rappresentano? Cosa stanno a significare? Esse, che innanzitutto non vanno confuse con le furie, fanno lamenti sugli alberi, ovvero ...

La profezia di Ciacco

 Questa è la prima profezia post eventum dell'intero Poema e viene consegnata a Dante personaggio dall'anima di un individuo, la cui identità era e resta ignota, sia a Dante stesso che a noi lettori. Siamo al VI canto, III cerchio (dove è punita la colpa della gola), al verso 64: è possibile notare una prima e decisamente curiosa particolarità: tra la profezia del veltro (canto I al verso 105) e questa (canto VI, verso 64) intercorrono 666 versi. E quelli a me: "Dopo lunga tencione, verranno al sangue, e la parte selvaggia caccerà l'altra con molta offensione. Poi appresso convien che questa caggia infra tre soli, e che l'altra sormonti con la forza di tal che testè piaggia. Alte terrà lungo tempo le fronti, tenendo l'altra sotto gravi pesi, come che di ciò pianga o che n'aonti. Giusti son due, e non vi sono intesi; superbia, invidia e avarizia sono le tre faville c'hanno i cuori accesi. Inf. VI, vv. 64-75 Come detto, l'identità di Ciacco resta osc...