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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Pier da Medicina

  La seconda profezia è data da Pier da Medicina, personaggio sconosciuto che ha rivelato un evento sconosciuto. Questo dannato ha la gola forata (e si può subito fare un parallelo con Inf VI, 53); entrambi i canti presentano profezie post eventum . La predizione è la seguente: rimembriti di Pier da Medicina se mai torni a veder lo dolce piano che da Vercelli a Maccabò dichina. E fa saper a' due miglior da Fano, a messer Guido e anco ad Angiolello, che, se l'antiveder qui non è vano, gittati saran fuor di lor vasello e mazzerati presso a la Cattolica per tradimento di un tiranno fello. Tra l'isola di Cipri e di Maiolica non vide mai sì gran fallo Nettuno, non da pirate, non da gente argolica. Quel traditor che vede pur con l'uno, e tien la terra che tale qui meco vorrebbe di vedere esser digiuno, farà venirli a parlamento seco; poi farà sì, ch'al vento di Focara non sarà lor mestier voto nè preco." Inf. XXVIII, vv. 73-90 Viene chiesto a Dante di ricordare il pa...

Camiscion de' Pazzi

  Ultima profezia dell'Inferno, è pronunciata da Camiscion de' Pazzi, che Dante incontra nella Caina, prima delle quattro zone in cui è diviso il Lago di Cocito: E perchè non mi metti in più sermoni, sappi ch'i' fu' il Camiscion de' Pazzi; e aspetto Carlin che mi scagioni. " Inf. XXXII, vv. 67-69 Con queste parole il dannato vuole intendere che, quando Carlin (un suo parente) arriverà nel IX Cerchio, la sua colpa ne sarà mitigata, essendo quella di Carlin ben peggiore. Costui, nel 1302, si macchierà di tradimento per denaro ai danni dei Guelfi Bianchi assediati nel Castello di Piantrevigne in Val d'Arno; questo vile atto destinerà Carlin all'Antenora, dunque, passando, vedrà Camiscion il quale a sua volta sentirà una sorta di sconto di pena, in una visione distorta, propria dei dannati. Si confrontino a tal proposito le parole di Francesca in Inferno V. Il tentativo sembra sempre quello di spostare l'attenzione sul peccato di qualcun altro. In q...