Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

L'ingresso al IX cerchio

 Nel XXXII canto dell'Inferno, Dante descrive il suo ingresso nell'ultimo cerchio, il IX, dove vengono puniti i traditori. Messo piede sul ghiaccio, il peregrino non sembra concentrarsi subito sul nuovo scenario in cui si trova, ma indugia ancora su quello dal quale viene:

e io mirava ancora a l'alto muro

Inf. XXXII, v. 18

quando sente qualcuno pronunciare la seguente frase:

"Guarda come passi:

va sì, che tu non calchi con le piante

le teste de' fratei miseri lassi."

Inf. XXXII, vv. 19-21

senza però che venga detto chi sia stato a pronunciarla.

La prima ipotesi sembra essere quella secondo cui sia uno dei dannati stessi del IX cerchio che, vedendo arrivare qualcuno, si premura di metterlo in guardia dal pestarli. Sebbene appaia come l'interpretazione più ragionevole, ad attenta analisi non si presta affatto.

Innanzitutto, le anime dei traditori qui puniti sono immobilizzati nel ghiaccio, il ché rende loro difficile, se non impossibile, l'essersi accorti così repentinamente dell'arrivo di due individui. Secondo, ammesso che qualcuno a lui prossimo abbia visto Dante, è altrettanto difficile che l'abbia identificato come qualcuno dotato di corpo fisico in grado quindi di colpire nel volto chi è incastonato nel ghiaccio, ma soprattutto: deve averlo identificato come un individuo che non è lì perchè punito, ma in visita e con il corpo fisico.

Questa cosa è esclusa, tanto è vero che frate Alberigo crede che Dante e Virgilio siano traditori destinati alla Tolomea, o comunque al IX cerchio.

Colui che stiamo cercando deve presentare alcune caratteristiche peculiari: deve sapere che Dante è un viator, e non un'anima destinata all'ultima posta. È qualcuno che è molto vicino a Dante e verso cui il pellegrino è ancora rivolto, tanto da poterlo ancora sentire, nel caso questi pronunci un monito o un avvertimento.

In base a quanto detto e valutato, la soluzione più ovvia sembra essere Anteo, il gigante che ha condotto Dante e Virgilio sulla superficie ghiacciata del Lago di Cocito.



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