Provenzan Savani

 In chiusura di canto, l'XI, si fa un breve accenno all'esilio di Dante; Oderisi da Gubbio si riferisce a Provenzan Salvani e Dante si domanda come possa un'anima tanto orgogliosa essere già nella prima cornice e non nell'Antipurgatorio. È Oderisi stesso a fornire la spiegazione, proponendo l'aneddoto secondo cui Salvani, al culmine della sua gloria, al fine di riscattare un amico tenuto prigioniero da Carlo I d'Angiò, si umiliò mendicando nel centro di Siena. «Quando vivea più glorioso », disse, «liberamente nel Campo di Siena, ogne vergogna diposta, s'affise; e lì, per l'amico suo di pena ch'è sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena. Più non dirò, e scuro so che parlo; ma pocoi tempo andrà, che ' tuoi vicini faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest'opera li tolse qui confini». Purg. XI, vv. 133-142 La profezia in sè è oscura e vaga, ma il parallelismo tra la vicenda di Salvani e Dante esule è abbastanza evidente...

Le quattro luci sante

 Dalla spiaggia del Purgatorio, Dante può ammirare quattro stelle molto luminose:


I' mi volsi a man destra, e puosi mente

a l'altro polo, e vidi quattro stelle

Purg I, vv. 22 - 23

L'episodio in sé è a tutta prima piuttosto semplice, pur nella sua meravigliosa poesia, ma da un'analisi più attenta emergono aspetti tutt'altro che immediati da spiegare. Moltissimi studiosi ad esempio hanno cercato di stabilire, al di là dei significati metaforici o allegorici attribuibili alle quattro stelle, se esse siano reali oppure no, se Dante abbia voluto fare riferimento ad astri di cui aveva sentito parlare e, nel qual caso, se sia possibile identificarli. È plausibile che egli sia venuto a conoscenza di resoconti fatti da marinai, che nei loro viaggi si erano spinti al di sotto dell'Equatore, e avevano riportato la descrizione di astri molto luminosi che avevano fatto loro da guida. Così come nelle rotte settentrionali, i marinai seguivano la stella Polare, così in quelle nell'Emisfero meridionale, essi cercavano un punto di riferimento, individuandolo nella formazione che oggi chiamiamo Croce del Sud. Rimasto sicuramente affascinato da questi resoconti, Dante deve aver preso spunto per descrivere il cielo stellato durante il suo viaggio.

In base ai risultati ottenuti fino a questo momento, in termini di posizione e dimensioni del Purgatorio, sarà possibile proporre un nuovo modo per affrontare la questione e cercare di dare una risposta alle molte domande che sono sorte in merito a questa singolare vicenda.

Al fine di stabilire cosa abbia potuto vedere Dante dal suo punto di osservazione, è sufficiente ricreare il cielo stellato che si offriva i suoi occhi, quando dice: "I' mi volsi a man destra, e puosi mente/a l'altro polo". Tra le diverse stelle presenti sulla volta celeste, di certo le più luminose sono proprio quelle appartenenti alla Croce del Sud, il ché vuol dire che con ogni probabilità sono le stesse menzionate nel primo canto.


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