Provenzan Savani

 In chiusura di canto, l'XI, si fa un breve accenno all'esilio di Dante; Oderisi da Gubbio si riferisce a Provenzan Salvani e Dante si domanda come possa un'anima tanto orgogliosa essere già nella prima cornice e non nell'Antipurgatorio. È Oderisi stesso a fornire la spiegazione, proponendo l'aneddoto secondo cui Salvani, al culmine della sua gloria, al fine di riscattare un amico tenuto prigioniero da Carlo I d'Angiò, si umiliò mendicando nel centro di Siena. «Quando vivea più glorioso », disse, «liberamente nel Campo di Siena, ogne vergogna diposta, s'affise; e lì, per l'amico suo di pena ch'è sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena. Più non dirò, e scuro so che parlo; ma pocoi tempo andrà, che ' tuoi vicini faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest'opera li tolse qui confini». Purg. XI, vv. 133-142 La profezia in sè è oscura e vaga, ma il parallelismo tra la vicenda di Salvani e Dante esule è abbastanza evidente...

La spiegazione di un famoso errore

 Come tutti sanno, Dante descrive, nel primo canto del Purgatorio, Venere mattutina in congiunzione con la Costellazione dei Pesci. L'astro luminoso si trovava in questa situazione nell'anno 1301, il ché ha portato ad avvalorare la tesi secondo cui quello fosse l'anno di inizio del viaggio dantesco. In effetti non sembrano esserci molte scappatoie: i riferimenti astronomici conducono inequivocabilmente a questa conclusione, sebbene altri indizi inducano a credere che in realtà l'anno possa essere il 1300. Ritengo però che ci possa essere una ragionevole spiegazione.

Siamo piuttosto certi, in base a quanto scrivono i primi commentatori, della presenza di un calendario, in corso nel 1300 e oggi andato perduto, che riportava le posizioni di astri e pianeti. È da escludere che questi commentatori abbiano calcolato da se stessi, tramite ad esempio tavole apposite, le posizioni dei pianeti che riportano nei commenti. Il Lana riporta infatti le seguenti posizioni: Saturno all'8° di Leone; Giove in 24° di Ariete; Marte in 11° di Pesci; Sole in 1° di Ariete; Venere in Pesci; Mercurio in Vergine. L'almanacco in questione doveva essere piuttosto grossolano, perché costoro commettono una serie di errori, altrimenti impossibili se si fossero affidati ad astronomi esperti. Basti pensare che collocano Mercurio in Vergine, ovvero a oltre 150° di distanza dal Sole, quando tutti gli astronomi sapevano che questo pianeta non si discosta mai oltre i 26°. Essi devono dunque aver male interpretato le note a margine dell'almanacco incriminato, specie quando leggevano l'abbreviazione erg., supponendo si riferisse a "Vergine"; in realtà l'espressione fa riferimento a "Vergilie" (ovvero le Plejadi), stelle notoriamente appartenenti alla Costellazione del Toro, vicine a quella dell'Ariete. Tornando all'almanacco, si può provare a immaginare a quali giorni di marzo esso riferisse le sue note a margine.

Le maggiori concordanze sembrano esserci al termine della prima decade di marzo, termine dell'inverno astronomico; l'almanacco di Profazio riporta, tra le altre cose, Venere in Pesci ma alla fine del segno. Con ogni probabilità, anche il nostro calendario per il mese di marzo deve aver indicato quindi Venere in Pesci (come visto in base al commento del Lana), senza però specificarne i gradi, come se quel segno fosse di competenza dell'intero mese.

Avendo il Poeta collocato il suo viaggio nella prima settimana di aprile, ritenne gioco forza ammettere che Venere fosse verosimilmente al limite tra Pesci e Ariete.  È probabile che egli, vista la situazione congeniale che gli si presentava, non si sia preoccupato forse più del dovuto di verificarne l'autenticità, ma deve aver ammesso che il pianeta dell'Amore sorgesse all'alba del giorno in cui egli si è trovato ad abbandonare l'aura morta per giungere sulla spiaggia del Purgatorio.

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