Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Dimensioni dell'Inferno

 Diversamente da quanto si possa credere, per ricavare le dimensioni dell'Inferno dantesco, o la sua forma, non è sufficiente partire dalle indicazioni fornite nella prima Cantica. A tal proposito, mi vengono in mente gli studi di due docenti dell'Accademia dei Lincei a Firenze: tali Manetti e Vellutello, ai quali Galilei affidò il compito di risolvere il problema. Se si ripercorrono i passi seguiti dai due studiosi, ci si rende conto di come essi abbiano fissato le dimensioni fornite da Dante (in particolare quelle delle Malebolge):

Tu non hai fatto sì a l’altre bolge; 
pensa, se tu annoverar le credi, 
che miglia ventidue la valle volge
Inf XXIX, vv. 7-9

 per poi costruire il resto dell'architettura del Cavo infernale sulla base di assunzioni prive di riscontro con il testo e del tutto personali. In entrambi i casi, le loro conclusioni sembrano non avere alcuna aderenza al testo, eccezion fatta per le misure alle Malebolge, di cui si è già parlato.
In altri termini, mi viene da dire che le elaborazioni dai due studiosi fiorentini siano quasi del tutto inventate. Questo perché, in larga misura, essi pretendono di descrivere l'intera architettura infernale partendo dalle sole indicazioni contenute nella prima Cantica. A mio modesto parere, ritengo che la chiave per risolvere l'enigma sia quello di analizzare il rapporto tra Cavo infernale e Monte del Purgatorio, in merito a un paio di considerazioni. Innanzitutto, è necessario assumere che i loro volumi siano uguali e in secondo luogo, Inferno e Purgatorio devono essere delimitati, contenuti, all'interno della stessa figura geometrica, dello stesso cono ideale e perfetto. Per descrivere forma e dimensioni del Cavo infernale, occorre dunque aver ricavato quelle del Monte del Purgatorio.

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