Provenzan Savani

 In chiusura di canto, l'XI, si fa un breve accenno all'esilio di Dante; Oderisi da Gubbio si riferisce a Provenzan Salvani e Dante si domanda come possa un'anima tanto orgogliosa essere già nella prima cornice e non nell'Antipurgatorio. È Oderisi stesso a fornire la spiegazione, proponendo l'aneddoto secondo cui Salvani, al culmine della sua gloria, al fine di riscattare un amico tenuto prigioniero da Carlo I d'Angiò, si umiliò mendicando nel centro di Siena. «Quando vivea più glorioso », disse, «liberamente nel Campo di Siena, ogne vergogna diposta, s'affise; e lì, per l'amico suo di pena ch'è sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena. Più non dirò, e scuro so che parlo; ma pocoi tempo andrà, che ' tuoi vicini faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest'opera li tolse qui confini». Purg. XI, vv. 133-142 La profezia in sè è oscura e vaga, ma il parallelismo tra la vicenda di Salvani e Dante esule è abbastanza evidente...

Le dimensioni dei Giganti

 Dante non lesina informazioni in merito alle dimensioni dei Giganti, quasi il suo unico scopo fosse quello di farci ricavarne l'altezza, prendendo se stesso a riferimento. Le dimensioni di questi esseri verranno poi riprese per ricavare quelle di una creatura ben più impressionante: Lucifero. Viene così da pensare che il suo vero intento fosse quello di descrivere l'Angelo caduto, e non tanto i Giganti.

La prima indicazione a riguardo è la seguente:

La faccia sua mi parea lunga e grossa

come la pina di San Pietro a Roma,

e a sua proporzione eran l'altre ossa;

Inf. XXXI, vv. 58-60

la quale, da sola, sembra fornire tutte le informazioni necessarie per ricavare la sua intera struttura. A ben guardare però, essa comporta qualche problema, non foss'altro che, se presa alla lettera, porta poi a determinare un Lucifero alto quasi un chilometro. Ritengo la qual cosa piuttosto inverosimile.

Se invece si fa riferimento alle altre indicazioni, le cose prendono un'altra piega:

sì che la ripa, ch'era perizoma

dal mezzo in giù, ne mostrava ben tanto

di sovra, che di giugnere a la chioma

tre Frison s'averien dato mal vanto;

però ch'i' ne vedea trenta gran palmi

dal loco in giù dov'omo affibbia il manto.

Inf. XXXI, vv. 59-66

versi che concentrano l'attenzione su una parte molto precisa del corpo: il tronco, dal collo alla cintola. Facendo le debite considerazioni su proporzione nel corpo umano e le corrette considerazioni, se un palmo equivale a 1/3 di braccio, risulta che Nembrot è alto 26 braccia e 2/3.

Di Anteo si dice:

e venimmo ad Anteo, che ben cinque alle,

sanza la testa, uscia fuor de la grotta

Inf. XXXI, vv. 113-114

se un'halla corrisponde a 2 braccia, anch'esso è alto 26 braccia e 2/3. Facendo dunque riferimento ai versi:

e più con un gigante io mi convegno

che i giganti non fan con le sue braccia

Inf. XXXIV, vv 30-31

è possibile ricavare le dimensioni di Lucifero, che non sono più quelle di cui si accennava all'inizio. Se si assegna a Dante un'altezza di 2,85 braccia, sareste in grado di ricavare l'altezza della creatura ch'ebbe il bel sembiante, in base a quanto detto finora? Fatemelo sapere nei commenti.

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