Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Le dimensioni dei Giganti

 Dante non lesina informazioni in merito alle dimensioni dei Giganti, quasi il suo unico scopo fosse quello di farci ricavarne l'altezza, prendendo se stesso a riferimento. Le dimensioni di questi esseri verranno poi riprese per ricavare quelle di una creatura ben più impressionante: Lucifero. Viene così da pensare che il suo vero intento fosse quello di descrivere l'Angelo caduto, e non tanto i Giganti.

La prima indicazione a riguardo è la seguente:

La faccia sua mi parea lunga e grossa

come la pina di San Pietro a Roma,

e a sua proporzione eran l'altre ossa;

Inf. XXXI, vv. 58-60

la quale, da sola, sembra fornire tutte le informazioni necessarie per ricavare la sua intera struttura. A ben guardare però, essa comporta qualche problema, non foss'altro che, se presa alla lettera, porta poi a determinare un Lucifero alto quasi un chilometro. Ritengo la qual cosa piuttosto inverosimile.

Se invece si fa riferimento alle altre indicazioni, le cose prendono un'altra piega:

sì che la ripa, ch'era perizoma

dal mezzo in giù, ne mostrava ben tanto

di sovra, che di giugnere a la chioma

tre Frison s'averien dato mal vanto;

però ch'i' ne vedea trenta gran palmi

dal loco in giù dov'omo affibbia il manto.

Inf. XXXI, vv. 59-66

versi che concentrano l'attenzione su una parte molto precisa del corpo: il tronco, dal collo alla cintola. Facendo le debite considerazioni su proporzione nel corpo umano e le corrette considerazioni, se un palmo equivale a 1/3 di braccio, risulta che Nembrot è alto 26 braccia e 2/3.

Di Anteo si dice:

e venimmo ad Anteo, che ben cinque alle,

sanza la testa, uscia fuor de la grotta

Inf. XXXI, vv. 113-114

se un'halla corrisponde a 2 braccia, anch'esso è alto 26 braccia e 2/3. Facendo dunque riferimento ai versi:

e più con un gigante io mi convegno

che i giganti non fan con le sue braccia

Inf. XXXIV, vv 30-31

è possibile ricavare le dimensioni di Lucifero, che non sono più quelle di cui si accennava all'inizio. Se si assegna a Dante un'altezza di 2,85 braccia, sareste in grado di ricavare l'altezza della creatura ch'ebbe il bel sembiante, in base a quanto detto finora? Fatemelo sapere nei commenti.

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