Purgatorio - canto VI

  Con questo post si apre la serie delle profezie  della seconda Cantica. Il primo esempio non può essere considerato a tutti gli effetti una profezia, ma con ogni probabilità una richiesta di giustizia da parte di Dante poeta. Analizziamola nel dettaglio. I versi in questione sono: O Alberto tedesco ch'abbandoni costei ch'è fatta indomita e selvaggia, e dovresti inforcar li suoi arcioni, giusto giudicio dalle stelle caggia sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto, tal che 'l tuo successor temenza n'aggia! Purg. VI, vv. 97-102 Certo è che il riferimento va a un evento futuro, e la prima interpretazione vede la morte dell'Imperatore Alberto I d'Austria (incoronato nel 1298) avvenuta nel 1308. Se però si presta attenzione al testo, emerge una versione alternativa: le parole di Dante potrebbero riferirsi alla morte del figlio Rodolfo, nel Giugno del 1307, se il termine "sangue" si riconduce ai membri della famiglia. Poichè non ci sono verbi al futuro,...

I peccator carnali

 Cari amici,

nel V canto dell’Inferno, Dante ci descrive il suo ingresso nel II cerchio e, tra le altre cose, ci informa che i dannati inveiscono contro la Virtù divina quando passano davanti alla ruina.

Inizialmente ero persuaso che queste loro invettive venissero pronunciate in maniera continuativa, lungo cioè tutto lo sviluppo del II cerchio, ma che Dante ne desse contezza solo nel momento in cui le anime dei dannati transitano presso il punto in cui egli stesso si trova, perché è il solo modo che ha per rendersene conto. Mi sono però dovuto ricredere. Ho ascoltato a tal proposito la lettura al V canto presentata in un video sul canale YouTube “Patto Narrativo” (youtube.com/@pattonarrativo). L’autore suggerisce che i peccatori carnali imprechino solo quando passano in corrispondenza della frattura nella roccia. Sebbene sulle prime possa sembrare una semplice osservazione, essa comporta implicazioni più profonde di quanto si possa inizialmente pensare.

Innanzitutto, il loro inveire contro Dio non è monotono né continuativo, ma avviene in punti determinati del cerchio: considerando che queste formazioni rocciose sono disposte a formare una croce greca, i punti in cui ciò accade sono quattro. Le schiere dei dannati arrivano così quasi a intonare una sorta di litania, sebbene di natura blasfema, ma non priva di una certa regolarità. L’autore del video fa inoltre notare che, con ogni probabilità, i peccatori carnali siano gli unici a farlo e questo per una ragione su tutte: poiché essi peccarono di un amore distorto, lontano da quello rappresentato dal Cristo e dai suoi insegnamenti, quando transitano davanti alle ruine, avvertono, come di riflesso, un dolore più pungente nell’anima che li fa imprecare con maggior veemenza.

Le ferite nella roccia, causate dal Terremoto della Crocifissione, si riflettono come cicatrici dolorose nello spirito, quasi a ricordare loro qual è il vero amore che hanno dimenticato.

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