Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Il Grifone nel Paradiso Terrestre - Pt. 1

 I simboli che Dante vede, quando giunge nel Paradiso Terrestre, sono molteplici: i sette candelabri, i ventiquattro vegliardi, gli animali e le donne ai lati del Carro, il Grifone, il Carro stesso.

Tra questi, ve ne sono però alcuni che ricoprono un'importanza senza dubbio maggiore: Beatrice, il Grifone, il Carro, l'Albero. Il principale significato a essi associato li vede quali simbolo il Grifone del Cristo, il Carro della Chiesa, l'Albero della Giustizia Suprema.

Voglio concentrare la mia attenzione sull'immagine del Grifone e provare ad avanzare alcune riflessioni in merito. Innanzitutto sembra inverosimile che il Cristo (nella figura del Grifone) venga presentata in maniera subordinata al Carro, descritto invece come più bello del Carro del Trionfo romano e più splendente di quello del Sole. A ben vedere il Grifone è presentato in second'ordine anche rispetto a Beatrice stessa, della quale si dice "isplendor di viva luce etterna". Ammettendo inoltre che il Grifone rappresenti il Cristo, nel Grifone e in Beatrice verrebbe rappresentata la stessa figura, un doppione, insomma, inutile.

Perde poi di significato la lode al Grifone, affinchè non attenti all'integrità del "legno dolce al gusto". Una lode presuppone un merito, quello di resistere alla tentazione alla quale invece cedette Adamo. L'intera vicenda appare però dubbia, se si pensa che il Cristo si sia incarnato proprio per ripare il danno procurato da Adamo all'Umanità. Nella Commedia il Grifone pronuncia addirittura alcune parole: se esso rappresenta il Cristo, Dante avrebbe aggiunto, di suo spontanea volontà e in maniera del tutto arbitraria e personale, alcune frasi ai detti evangelici di Nostro Signore. Il Poeta è noto per aver compiuto prodezze di ogni genere, ma ci sentiamo di escludere in modo categorico che possa essere giunto a tanto. Dunque, il Grifone non sembra poter essere il Cristo, il ché porta a concludere anche che il Carro non sia la Chiesa.

Rimando i miei gentili lettori al prossimo post, dove cercherò di spiegare chi rappresentino il Grifone e il Carro.

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