Provenzan Savani

 In chiusura di canto, l'XI, si fa un breve accenno all'esilio di Dante; Oderisi da Gubbio si riferisce a Provenzan Salvani e Dante si domanda come possa un'anima tanto orgogliosa essere già nella prima cornice e non nell'Antipurgatorio. È Oderisi stesso a fornire la spiegazione, proponendo l'aneddoto secondo cui Salvani, al culmine della sua gloria, al fine di riscattare un amico tenuto prigioniero da Carlo I d'Angiò, si umiliò mendicando nel centro di Siena. «Quando vivea più glorioso », disse, «liberamente nel Campo di Siena, ogne vergogna diposta, s'affise; e lì, per l'amico suo di pena ch'è sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena. Più non dirò, e scuro so che parlo; ma pocoi tempo andrà, che ' tuoi vicini faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest'opera li tolse qui confini». Purg. XI, vv. 133-142 La profezia in sè è oscura e vaga, ma il parallelismo tra la vicenda di Salvani e Dante esule è abbastanza evidente...

Il Grifone nel Paradiso Terrestre - Pt. 1

 I simboli che Dante vede, quando giunge nel Paradiso Terrestre, sono molteplici: i sette candelabri, i ventiquattro vegliardi, gli animali e le donne ai lati del Carro, il Grifone, il Carro stesso.

Tra questi, ve ne sono però alcuni che ricoprono un'importanza senza dubbio maggiore: Beatrice, il Grifone, il Carro, l'Albero. Il principale significato a essi associato li vede quali simbolo il Grifone del Cristo, il Carro della Chiesa, l'Albero della Giustizia Suprema.

Voglio concentrare la mia attenzione sull'immagine del Grifone e provare ad avanzare alcune riflessioni in merito. Innanzitutto sembra inverosimile che il Cristo (nella figura del Grifone) venga presentata in maniera subordinata al Carro, descritto invece come più bello del Carro del Trionfo romano e più splendente di quello del Sole. A ben vedere il Grifone è presentato in second'ordine anche rispetto a Beatrice stessa, della quale si dice "isplendor di viva luce etterna". Ammettendo inoltre che il Grifone rappresenti il Cristo, nel Grifone e in Beatrice verrebbe rappresentata la stessa figura, un doppione, insomma, inutile.

Perde poi di significato la lode al Grifone, affinchè non attenti all'integrità del "legno dolce al gusto". Una lode presuppone un merito, quello di resistere alla tentazione alla quale invece cedette Adamo. L'intera vicenda appare però dubbia, se si pensa che il Cristo si sia incarnato proprio per ripare il danno procurato da Adamo all'Umanità. Nella Commedia il Grifone pronuncia addirittura alcune parole: se esso rappresenta il Cristo, Dante avrebbe aggiunto, di suo spontanea volontà e in maniera del tutto arbitraria e personale, alcune frasi ai detti evangelici di Nostro Signore. Il Poeta è noto per aver compiuto prodezze di ogni genere, ma ci sentiamo di escludere in modo categorico che possa essere giunto a tanto. Dunque, il Grifone non sembra poter essere il Cristo, il ché porta a concludere anche che il Carro non sia la Chiesa.

Rimando i miei gentili lettori al prossimo post, dove cercherò di spiegare chi rappresentino il Grifone e il Carro.

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