Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Godi Fiorenza

 Questa profezia è di natura diversa da quelle incontrate finora:

Godi, Fiorenza, poi che se' sì grande,

che per mare e per terra batti l'ali,

e per lo 'nferno tuo nome si spande!

Tra li ladron trovai conque cotali

tuoi cittadini onde mi vien vergogna,

e tu in grande orranza non ne sali.

Tragge Marte vapor di Val di Magra

ch'è di torbidi nuvoli involuto;

e con tempesta impetuosa e agra

sovra Campo Picen fia combattuto;

ond'ei repente spezzerà la nebbia,

sì ch'ogne Bianco ne sarà feruto.

E detto l'ho perchè doler ti debbia!"

Inf. XXIV, vv. 133-151

I riferimenti temporali sono troppo vaghi, così come il contenuto: non è possibile stabilire cosa nello specifico succederà a Firenze, ma solo che sarà qualcosa di negativo. Inoltre non è pronunciata da un dannato che si rivolga a Dante personaggio, ma da Dante poeta stesso, quasi una voce fuori campo.

Non è nemmeno chiaro perchè si alluda a Prato e se ciò sia da riferirsi alla città, secondo i primi commenti, o al cardinale di Prato, in base a letture più recenti.

Se anche si volesse identificare un evento, per dare credito alla profezia post eventum, troppi sono gli accadimenti:

- scomunica da parte del cardinale di Prato nel 1304;

- altra scomunica da parte del cardinale Orsini nel 1307 (definitivamente revocata nel 1309);

- un deliberato atto doloso che provoca ingenti danni alla città il 10 Giugno del 1304;

- i Neri vengono espulsi da Prato il 6 Aprile del 1309; secondo il Villani essi poterono recuperare la città il giorno successivo, anche con l'aiuto dei fiorentini.

Quest'ultimo episodio potrebbe spiegare perchè Prato dovrebbe desiderare un evento disastroso ai danni di Firenze. In ogni caso il fatto che sia tutto così generico sia stato intenzionale da parte di Dante, in modo da evitargli il rischio di essere successivamente smentito dagli eventi.

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