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Guido del Duca

  Prima di rivelare la profezia, Guido del Duca descrive la corruzione degli abitanti della Valle dell'Arno: Nè lascerò di dir perch'altri m'oda; e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta di ciò che vero spirto mi disnoda. Io veggio tuo nepote che diventa cacciator di quei lupi in su la riva del fiero fiume, e tutti li sgomenta. Vende la carne loro essendo viva; poscia li ancide come antica belva; molti di vita e sè di pregio priva. Sanguinoso esce de la trista selva; lasciala tal, che di qui a mille anni ne lo stato primaio non si rinselva ». Purg. XIV, vv. 55-66 Dal giudizio sulla corruzione, si passa alla profezia, il cui senso risulta relativamente chiaro a parte l'identificazione di " altrui ". Sebbene si possa pensare si tratti di Dante stesso, quel " tuo " chiarisce che si sta rivolgendo a Rinieri da Calboli, seduto accanto a lui. Tutta la profezia è di ispirazione biblica a partire da " vero spirto "; sebbene venga usato il term...

l'infamïa di Creti

 Siamo al VII cerchio, dove vengono puniti i violenti, distinti in tre gironi; essi si differenziano per il destinatario contro il quale hanno fatto violenza. Violenti contro il prossimo, nel I° girone, violenti contro se stessi nel II° e infine contro Dio nel III°. Noto è che ogni cerchio nell'Inferno viene sorvegliato da un mostro, o demone, che oltre a rappresentare il guardiano, incarna il senso, e forse il significato, del peccato lì punito. Sia detto per inciso: a mio avviso tali figure hanno più il compito di anticipare e rappresentare, con la loro natura e atteggiamenti, i vari cerchi, anzichè fare da guardia a luoghi che in fondo non ne hanno bisogno. Guardiano, o meglio, rappresentazione del VII cerchio è il Minotauro, mostro metà uomo metà toro; se si leggono con attenzione i versi danteschi sembra che la metà animale sia quella inferiore e quella umana la parte superiore. Se è vero che i "guardiani" devono avere in loro stessi le caratteristiche del cerchio ch...

Il Grifone nel Paradiso Terrestre - Pt.2

  È noto che Dante veda la processione come un'immagine riflessa negli occhi di Beatrice: Platone affermava che se si vuole conoscere la propria anima, occorra contemplarne un'altra. Tenendo conto di questa affermazione e se si segue l'iter degli eventi, risulta come Virgilio abbia condotto Dante al Paradiso Terrestre (simbolo della felicità in questa vita) per poi lasciarlo in custodia a Beatrice, affinché lo conduca al Paradiso Celeste (simbolo della felicità nell'altra vita, ovvero alla felicità sovrannaturale). Risulta dunque che l'Uomo sia il tramite tra due emisferi, uno inerente agli enti corruttibili e l'altro a quelli incorruttibili: tali sfere sono destinate a separarsi, alla morte naturale dell'individuo. Ecco dunque che il Grifone, con le sue due nature fuse in una sola, viene a rappresentare proprio questo: la duplice natura dell'Uomo, costituita dalla natura umana (unione di anima e corpo) e dall'elemento divino (o simile al divino). È ...