Currado Malaspina

 La prima ed effettiva profezia si ha per bocca di Currado Malaspina, al canto VIII: cominciò ella, « se novella vera di Val di Magra o di parte vicina sai, dillo a me, che già grande là era. Fui chiamato Currado Malaspina; non son l'antico, ma di lui discesi; a' miei portai l'amor che qui raffina ». Purg. VIII, vv. 115-120 dove si predice la futura associazione di Dante con la sua famiglia. In termini di profezia, non si riscontrano sostanziali differenze tra quelle pronunciate dalle anime purganti, a qualsiasi livello si incontrino, e quelle date a Dante dai dannati dell'Inferno. Possiamo disquisire sulle motivazioni che spingono questi ultimi a squarciare il velo del futuro sotto gli occhi del pellegrino, ma la loro conoscenza degli eventi a venire è tanto accurata quanto lo è quella delle anime del Purgatorio. Dante risponde a Currado, complimentandosi con la sua famiglia, ovviamente verrebbe da dire, ma affrontando diversi temi, tra cui la conferma (attraverso indi...

Vi presento il mio libro

Il palcoscenico sul quale si svolge la Divina Commedia, i Regni ultraterreni di Inferno, Purgatorio e Paradiso, merita la stessa attenzione di qualsiasi altro aspetto dell'Opera. Ho quindi ritenuto che fosse opportuno descrivere le architetture della Voragine infernale e del monte del Purgatorio, insieme alle loro dimensioni. Accanto a questo ho cercato di stabilire quale potesse essere la reale disposizione dei Pianeti del Paradiso Celeste e come fosse fatto davvero l'Universo di Dante, presentando la reale forma di tutto il Creato, costituito dall'insieme di Paradiso Celeste ed Empireo. Non nego che sono emerse meraviglie all'inizio neanche sospettate ed è per questa ragione che ho poi deciso di sottoporre il presente volume all'attenzione di quei lettori appassionati della materia. A corollario dell'argomento centrale del testo, è stato necessario inserire una serie di nozioni che si sono dimostrate fondamentali per condurre al meglio lo studio: mi riferisco innanzitutto alla data di inizio del viaggio, cosa su cui si dibatte ancora animatamente, e alla collocazione geografica del monte del Purgatorio, generalmente considerato agli antipodi della città di Gerusalemme, per citare le principali. Infine, dopo aver raccolto gli indizi lasciati dal Poeta con parsimonia esasperante, ho inserito quello che verosimilmente potrebbe essere stato il percorso seguito attraverso cerchi e gironi infernali, lungo le cornici del Monte sacro e tra i pianeti del Paradiso Celeste.

La forma che ho scelto per la stesura di questo saggio è quella del dialogo che vede impegnati un professore in pensione e un ragazzo sulla soglia dell'età adulta. Quest'ultimo, sebbene in un primo momento scettico sulla reale utilità dell’incontro e restio a prestarsi a questa sorta di esperimento, si lascerà poi coinvolgere, appassionandosi. Ne scaturirà una singolare conversazione, durante la quale i partecipanti non mancheranno di mettere a nudo anche gli aspetti salienti della propria personalità.

A questo punto non mi resta che augurare a tutti una buona lettura, invitando a lasciare un commento in questo blog: ritengo che una discussione sana e cordiale sia un'ottima occasione per poter migliorare il proprio lavoro e la conoscenza di questa grande Opera che, anche dopo 700 anni, non smette mai di stupire.

Commenti

  1. Gentile Raffaele Rinaldi, ho sentito la sua intervista su Quarta di Copertina e anche io ho scritto con Massimo Capaccioli un libro su "Il Sole, la Luna e l'altre stelle" uscito con La Repubblica il 25 aprile 2021. Mi piacerebbe comunicare con lei, ma non ho trovato il suo indirizzo mail. Per favore mi scriva a sperello52@gmail.com

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